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Ultrazine
inaugura il ciclo "Italiani d'America", ovvero interviste
a disegnatori che il Bel Paese esporta negli States. E lo fa con
uno dei maggiori talenti degli ultimi anni, quel Giuseppe Camuncoli
fattosi conoscere in Italia con il bizzarro Bonerest
e attuale disegnatore della DC Comics (soprattutto versante Vertigo),
oltre che una delle anime del progetto Innocent Victim (www.innocentvictim.com).
A Ultrazine Giuseppe si racconta e mostra (in anteprima assoluta)
alcune illustrazioni a matita tratte dal suo tenebroso Hellblazer.
[Clicca
sulle immagini per ingrandirle]
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Il
ghigno del John Constantine di Marcelo Frusin
© DC Comics
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Partiamo
dalle tue "origini segrete". Quali fumetti e quali autori
ti hanno maggiormente colpito e influenzato durante l'infanzia e
l'adolescenza, spingendoti magari a intraprendere la carriera di
disegnatore? Quali fra questi citeresti come fonte di ispirazione?
Sono
nato nel 1975, e la mia prima lettura deve essere stata un TEX,
che mio padre collezionava all'epoca. Lì ho iniziato, verso
i tre anni, a viaggiare nell'universo delle nuvolette e lì
ho imparato a leggere, partendo dai vari "Bang" e "Ziiiing"
che affollavano quelle pagine in bianco e nero. Come tutti i bambini
mi sono sorbito la mia buona dose di Disney, passando poi ai supereroi
Marvel e a Martin Mystère. A 15 anni ho frequentato un corso
di fumetto tenuto a Reggio Emilia da Otto Gabos e Onofrio Catacchio,
e lì ho avuto modo di fare tre passi importantissimi: affinare
le mie doti (disegnavo da quando ero all'asilo, ma le ossa erano
ancora lungi dall'essere fatte); conoscere altre persone che come
me amavano non solo leggere ma anche fare i fumetti (tra cui il
mio "socio" Matteo Casali, all'epoca insuperabile autore
completo); ampliare l'orizzonte delle mie letture. Se all'epoca
ero fermo a Jim Lee (che scopiazzavo senza vergogna) e McFarlane,
alla fine del corso avevo conosciuto i capolavori di Frank Miller,
David Mazzucchelli, Alan Moore, Magnus, i fratelli Hernandez, Mattotti,
Sienkiewicz, Otomo, Pazienza, Munoz & Sampayo, Berardi &
Milazzo, Gaiman & McKean
insomma il meglio del fumetto
d'autore e dei nuovi talenti che di lì a poco sarebbero esplosi
sulla scena internazionale (all'epoca McKean aveva sì e no
iniziato a pubblicare CAGES se non sbaglio).
Chiaro che un'impostazione illuminata come quella che ci diedero
Gabos & Catacchio fece nascere in alcuni di noi una curiosità
estrema verso tutte le forme espressive del medium fumetto. Di lì
a poco, iniziai a scoprire altri autori che sentivo personalmente
molto vicini come Kent Williams, Ted McKeever, Duncan Fegredo, Marc
Hempel, Chris Bachalo, e trovai insomma nella Vertigo la casa editrice
perfetta per i miei gusti: affascinante, sofisticata, cupa, surreale
Cominciai ben presto a liberare il mio tratto dalle influenze di
Jim Lee e iniziai a lavorare sulla deformazione del segno, sull'espressività
e sull'espressionismo di personaggi e situazioni. Un percorso tuttora
in atto.
Quali
sono stati i tuoi primi lavori?
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La prima tavola di Hellblazer # 169
© DC Comics, in anteprima per Ultrazine
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A seguito
del corso, nacque un laboratorio chiamato "Il Signor Spartaco".
Il nostro gruppo di autori in erba, grazie all'Arci di Reggio e
alla guida di Gabos & Catacchio, diede poi vita alla prozine
ARENA, di cui sono usciti 3 numeri che contengono i miei primi lavori
mai pubblicati. Quelli del periodo Jim Lee, insomma. È proprio
divertente riguardarseli ogni tanto.
Dopo la sospensione delle uscite, continuai a lavoricchiare per
la fanzine YORICK, sempre di Reggio Emilia, su cui pubblicai illustrazioni,
un paio di storie brevi e anche alcune traduzioni dall'inglese.
Anche Matteo Casali aveva iniziato a collaborare con la rivista,
e dopo qualche tempo iniziammo a covare l'idea di fare qualcosa
insieme.
Matteo aveva sempre avuto quella determinazione che invece a me
mancava, e all'epoca era già in contatto con Roberto Ghiddi
di Granata Press, che mi fece conoscere. Matteo aveva scelto di
concentrarsi sulla scrittura accantonando il disegno, e così
quando Granata chiuse, iniziammo a ideare progetti insieme da sottoporre
alle case editrici. Addirittura un progetto supereroistico per il
progetto EUROPA di Marvel Italia.
Dopo la solita trafila di "grazie, quella è la porta,
arrivederci", optammo per l'autoproduzione. Sti cazzi. Conobbi
Gabriele di Benedetto dello Shok Studio a Lucca, e ci tenemmo in
contatto scoprendo di avere molto in comune. E scoprendo anche che
l'autoproduzione poteva essere IL modo per farsi notare e per realizzare
al tempo stesso fumetti senza nessuna imposizione dall'alto.
Uscì così, alla Lucca autunnale del 1997, il numero
zero di BONEREST - progetto che covava sotto la cenere fin dal 1993
e che inaugurava contemporaneamente la nascita dello studio Innocent
Victim.
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La copertina del volume Magic Press di Bonerest
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BONEREST
(molto bello, tra l'altro) sembra pensato come un fumetto "Vertigo".
Il che, visti i gusti tuoi e di Casali, non stupisce. Si tratta
di una semplice conseguenza delle vostre preferenze oppure BONEREST
venne concepito fin dall'inizio come prodotto da proporre al mercato
USA?
Direi
entrambe le cose e al tempo stesso nessuna. L'idea di BONEREST (grazie
per i complimenti, tra l'altro) venne a Matteo intorno al 1993,
ma poi si evolse grazie ad un intenso brainstorming che facemmo
insieme, e che portò grosso modo alla versione che poi vide
la luce con Innocent Victim.
Quando decidemmo appunto di autoprodurre il numero 0 di BONEREST,
ovviamente portavamo con noi le suggestioni narrative e grafiche
di un certo tipo di narrativa a fumetti, Vertigo in testa, e questo
poi ha confluito in maniera più o meno conscia nel risultato
finale. Matteo ed io andammo per la prima volta negli uffici newyorchesi
della Vertigo nel 1996, ovvero prima che BONEREST uscisse (esistevano
all'epoca solo una manciata di tavole a matita), e sicuramente scegliemmo
di dare al prodotto quella veste e quel taglio anche per poi poterlo
proporre all'estero. Eppure si tratta al tempo stesso di qualcosa
di personale, atipico, totalmente irregolare, nato talmente di getto
da poter escludere intenti progettuali nell'alveo Vertigo.
BONEREST
non sembra essere propriamente "concluso". State pensando
a un sequel o attualmente preferite dedicarvi ad altri progetti?
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La
terza tavola di Hellblazer # 169
© DC Comics, in anteprima per Ultrazine
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BONEREST
nacque come "limited ongoing series", per dirla all'americana,
ovvero una serie regolare che poi avrebbe ad un certo punto trovato
la sua conclusione, proprio come SANDMAN o PREACHER. I primi numeri
autoprodotti hanno dato risultati di vendita lusinghieri, ma certo
non sufficienti, nel lungo periodo, a garantire un'uscita regolare
degli albi e al tempo stesso il pane per mangiare. Lo stesso dicasi
per la raccolta in volume che poi nell'anno del Signore 2000 vide
la luce grazie a Magic Press e a Tilsner in Germania: pur trattandosi
di una coedizione italo-tedesca, e pur vendendo poco meno dei rispettivi
volumi dedicati ai ben più famosi personaggi Vertigo, si
tratta pur sempre di percentuali sul venduto.
Per il momento quindi, BONEREST è fermo in attesa di trovare
una migliore collocazione che permetta a noi di produrlo, e a Magic
Press di presentarlo in versione italiana. STRANI GIORNI non è
certo un volume autoconclusivo, bensì il primo "tomo"
di una serie di vicende che proietteranno Bone e il suo strampalato
cast di amici nel bel mezzo di un'Apocalisse come mai si era vista
prima.
Fosse per Matteo e me, visto l'attaccamento particolare per questo
progetto così sentito, e col quale poi abbiamo debuttato
in campo fumettistico, potremmo rimetterci sulla serie anche domani,
ma prima occorre avere garanzie di lavorazione e produzione vere
e proprie. Noi stiamo comunque insistendo, perché siamo i
primi a tenerci e a voler vedere pubblicate le storie del misterioso
uomo senza bocca. Ed è anche per tornare poi a riprendere
in mano BONEREST che al momento stiamo (paradossale, vero?) lavorando
su altri progetti.
Come
sei giunto ad avere il primo contratto con la Vertigo?
Da
quel lontano 1996, credo non sia passato un anno senza che Matteo
o io rompessimo un po' le scatole agli editor, sempre in continuo
cambiamento, della Vertigo. All'epoca conoscemmo Julie Rottenberg,
poi fu la volta di Stuart Moore, Richard Bruning, Mark Chiarello
e Karen Berger in persona. E' l'inizio del 2000, e nel frattempo
da un paio di anni per noi la Comicon di San Diego è diventata
un appuntamento fisso: in tal modo, oltre a non perdere i contatti,
gli editor si sono resi conto dell'evoluzione del livello qualitativo
e professionale dei nostri progetti/prodotti. Arriva un'email di
una nuova editor Vertigo, Heidi MacDonald, che sia in base ad un
catalogo in inglese che stampammo nel '99, sia in base a quanto
visto all'epoca sul nostro sito internet www.innocentvictim.com,
scelse me per fare alcune tavole di prova per NAMES OF MAGIC, ovvero
la miniserie che uscì in America subito dopo la chiusura
di BOOKS OF MAGIC. Ovviamente disegnai in preda all'eccitazione
e spedii al più presto le mie tavole, e Heidi mi promise
che mi avrebbe fatto sapere in ogni caso chi, tra i vari disegnatori
messi alla prova, sarebbe stao scelto. Passarono i mesi e, non sentendo
nulla, immaginai fosse andata male. Pertanto alla San Diego Comicon
del luglio 2000 andai a trovare Heidi di persona allo stand Vertigo
e feci con lei quattro chiacchiere. Le feci vedere l'edizione in
volume di BONEREST, fresca di stampa, e al mio ritorno mi propose
un fill-in di SWAMP THING, che poi divenne un incarico regolare
grazie anche all'abbandono (o alla cacciata? Mistero...) del disegnatore
ufficiale.
Per la cronaca, il disegnatore scelto per NAMES OF MAGIC fu Richard
Case, che ho avuto il piacere di conoscere casualmente alla San
Diego Comicon 2001 in ascensore (stava nel nostro stesso albergo...).
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Hellblazer
© DC Comics
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OK.
A un certo punto ti arriva la comunicazione che disegnerai un fill
in di Swampie. Cosa hai pensato in quel momento e, soprattutto,
con quale spirito hai poggiato per la prima volta la matita sul
foglio?
Ho
pensato che finché non mi arrivavano i fogli ufficiali della
DC Comics a casa non ci avrei creduto, e quando per la prima volta
vi ho poggiato sopra la matita, dopo aver inviato via fax i layouts
delle pagine, ho pensato che dovevo mettercela tutta e cercare di
non scazzare nemmeno una linea. Ho pensato che avrei dovuto disegnare
un sacco di alberi. Ho pensato che avrei dovuto fare attenzione
ai dettagli e alla sceneggiatura in modo da fare un lavoro professionale
e non commettere errori grossolani. Ho pensato che avevo poco più
di tre settimane per consegnare 22 tavole...
Quali
sono state le cose che ti hanno immediatamente colpito, in positivo
o in negativo, della DC Comics vista dall'interno?
La
DC vista dall'interno è molto più bella di quanto
non possa sembrare. Gli editor e gli scrittori sono tutti dei gran
personaggi, nonostante qualche approssimazione devo riconoscere
che è proprio un piacere lavorare per e con loro. Pensavo
che fossero molto più corporativi, molto più inquadrati,
non so se mi spiego... Invece sono molto alla mano, creativi, disponibili,
e si lasciano coinvolgere un sacco dai suggerimenti o dai cambiamenti
che provengono dall'esterno. Non "libertà assoluta",
insomma, ma quasi. Inoltre, parlare o a scambiare email in tutta
tranquillità con gente come Karen Berger o Brian Azzarello
è davvero un onore, oltre che un piacere.
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La terza tavola di Swamp Thing vol. II # 12
© DC Comics
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Sei
soddisfatto del tuo lavoro su SWAMP THING?
Abbastanza.
Non mi ero mai misurato con un ritmo di produzione mensile in maniera
continuativa, e a volte è stato particolarmente duro. A dicembre
2000, per esempio, sono stato 3 giorni ad Amsterdam (era un viaggio
che avevo già prenotato, col cazzo che stavo a casa!) e al
ritorno avevo due giorni di tempo per fare le ultime 5 tavole. Ci
sono riuscito ma con tanta fatica e tanta costanza. Portando inoltre
avanti i progetti di Innocent Victim, e ricordandomi a volte di
avere una vita privata, potrai capire che non ci si annoia mai.
Avendo avuto più tempo a disposizione, avrei potuto dedicarmi
con più cura al risultato finale, ed ottenere un prodotto
migliore, inchiostratore permettendo. A parte Marc Hempel, che ho
conosciuto di persona a San Diego, non sono molto soddisfatto degli
inchiostratori che ho avuto. L'inizio è stato proprio un
disastro, dopo aver messo tanto impegno sulle tavole Rick Magyar
è riuscito a fare un lavoro piuttosto anonimo, salvo poi
passare alla CrossGen e lasciare al povero Rodney Ramos metà
delle pagine ancora da inchiostrare, con un solo weekend di tempo
per finirle. Ovvio che si vede lo stacco, e pure la fretta con cui
erano state inchiostrate le pagine del N. 12, che tra l'altro era
il mio esordio negli States,. Questo un po' mi ha smontato, soprattutto
perché ancora non sapevo che mi avrebbero fatto continuare.
Con Marc Hempel invece andavo ad occhi chiusi, per fortuna. Cameron
Stewart, che ha lavorato sulle mie tavole anche su HELLBLAZER, è
un bravo inchiostratore che però usando il pennello è
molto distante dallo stile che preferirei vedere applicato sui miei
lavori. Purtroppo su queste cose non si ha molto potere decisionale,
o perlomeno non subito. Insomma, per riassumere questo sproloquio,
sono soddisfatto al 50%.
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Dopo
SWAMP THING arriva per te l'incarico su HELLBLAZER, al quale stai
lavorando proprio in questo periodo. Cosa ne pensi di John Constantine
come character? Dopo tutti questi anni c'è ancora un suo
aspetto che non sia stato raccontato, secondo te?
Ho
consegnato a fine novembre l'ultima pagina di HELLBLAZER 169, ed
è stato molto faticoso, perché la sceneggiatura mi
è stata recapitata in ritardo ed ho dovuto correre parecchio
per restare nei tempi prestabiliti. Per velocizzare ancora di più
le cose, mi sono anche offerto di inchiostrare 5 pagine, ovviamente
mi sono scelto tutte quelle con Constantine che è sempre
un piacere da disegnare. Avevo già avuto l'opportunità
di ritrarlo sull'ultimo numero di SWAMP THING, il 20, dove appare
brevemente in un cameo, ma poter lavorare sulla sua serie regolare,
anche se solo su due cosiddetti fill-in, è stato davvero
uno sballo. Sono un suo fan dai tempi della Comic Art, capirai quindi
come possa essermi sentito onorato a far parte del novero di autori
"constantiniani"... A parte questo, secondo me ci sono
ancora molti lati inediti di John da raccontare, credo sia uno dei
pochi personaggi dei comics che abbia saputo crescere e cambiare
rimanendo sempre sostanzialmente fedele a se stesso. Alcuni per
esempio criticano Azzarello per usare poca "magia" nelle
sue storie di HELLBLAZER, a me invece sta benissimo perché
poi invece le volte che la usa veramente uno resta a bocca aperta
- mi riferisco ad esempio al Golem che appare sul N. 167, un'idea
eccezionale! Constantine è talmente tridimensionale da poter
affrontare qualsiasi genere di storia, dall'horror puro alla satira
politica, dal noir alla storia d'amore (perché no?).
Sono
assolutamente d'accordo. A proposito di Constantine: attualmente
in Italia viene pubblicata la run di Brian Azzarello e Marcelo Frusin.
Cosa pensi di questi due autori?
Azzarello
a volte può avere delle cadute, più su HB che su 100
BULLETS a dire il vero, magari a livello di trama o di comprensibilità
della stessa. A volte è molto sibillino, e si fatica a capire
perché inserisca certi dettagli o certi dialoghi nelle sceneggiature.
Perché poi non li spiega, o perlomeno occorre aspettare un
tot, e ne ho avuto riprova lavorando su suoi script. Però,
cazzo, ha una capacità di scrittura cinematografica e un
talento nelle caratterizzazioni, nelle situazioni e nei dialoghi
che nel suo genere pochi raggiungono. Garth Ennis sì che
è sopravvalutato, in confronto ad Azzarello. In ogni storia
di Azzarello riesco sempre a stupirmi o a cacciare una grassa, bastarda
risata per questo o quel dettaglio, cosa che di solito accade molto
di rado, e questo per me già la dice lunga.
Frusin è un grandissimo, ci siamo scritti un po' di email
per raccontarci delle nostre reciproche vite e carriere fumettistiche.
E' un fan di Morricone e Sergio Leone, e questo si vede nelle sue
tavole. Ha un senso delle inquadrature e della regia assolutamente
al top, il suo segno poi a volte mi piace persino più di
quello di Risso. Dipende però dal grado di accuratezza che
mette nelle tavole, come dicevo sopra in effetti reggere la mensilità
non è facile per nessuno - tranne che per Risso, che però
credo abbia degli assistenti, e anche se fosse
Incredibile!
Tanto
con SWAMP THING che con
HELLBLAZER
ti sei cimentato su due personaggi che possono vantare, nell'arco
della loro storia editoriale, team di autori coi fiocchi (Wrightson,
Wein, Alan Moore, Totleben, Bissette, Vess etc. nel primo caso;
Delano, Ennis, Azzarello, Ellis, Ridgeway, Phillips, Dillon, Frusin,
Corben, gli stessi Moore & Bissette/Totleben etc. nel secondo).
Hai mai sentito il "peso" di entrare a far parte di una
schiera di talenti simile?
Certo,
lo sento pure ora che mi fai questa domanda. Su SWAMP THING, ad
esempio, essendo un estimatore dell'immenso ciclo di Alan Moore,
ho cercato laddove possibile, e laddove la storia e l'editor lo
permettevano, di omaggiare nel mio piccolo le splendide invenzioni
grafiche di Bissette e Totleben, per esempio riprendendo l'idea
dei titoli o della scritta "SWAMP THING" inseriti nel
contesto della tavola. Per esempio nel N. 12, nella splash page,
dove le nuvole in cielo formavano appunto la scritta "Swamp
Thing", oppure nella prima pagina in basso del N. 13, dove
purtroppo hanno placidamente sovrapposto a parte del "gioco"
il colophon dell'albo... Comunque tornando al "peso" di
cui sopra, non è per niente facile, soprattutto se uno è
stato lettore delle storie dei predecessori. Immagino che dopo un
po' uno si debba abituare, per ora non è così. Anche
se poi capita di leggere recensioni su siti internet americani di
critici che scrivono: "Non ho mai letto lo SWAMP THING di Alan
Moore, ma visto che ne parlano tutti bene se è addirittura
meglio di quello attuale allora devo correre a comprarmelo"...
Roba da pazzi! Se uno non ha letto lo SWAMP THING di Alan Moore
non può permettersi di recensire i fumetti in maniera consapevole,
ti pare?
Non
posso che condividere. Si tratta delle basi! E' per questo che poi
molti prodotti mediocri hanno grande successo: perché, pur
essendo brutte copie di capolavori, quei capolavori sono in pochi
a conoscerli davvero. Comunque, tornando al tuo caso, mi pare che
quel recensore ti abbia fatto un bel complimento, no?
Sicuramente,
però non ci sono proprio paragoni, e questo lo dico sia da
lettore che da autore.
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La
seconda tavola di Swamp Thing vol. II # 12
© DC Comics
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Siamo
quasi alla fine, in ogni caso, e vorrei esulare per un momento dal
Fumetto in senso stretto. E' innegabile che, nel bene e nel male
e a prescindere da interpretazioni e risvolti della faccenda, l'attentato
alle Twin Towers abbia avuto un impatto notevole sulle abitudini,
sui punti di vista, sulla mentalità e su tanti altri aspetti
della cultura e della vita negli States. Pensi che dopo l'11 settembre
anche l'industria dei comics sia diversa? E se sì, perché?
Credi che l'evento abbia influito negativamente sulla libertà
creativa degli artisti?
Sì,
di voci in giro ne ho sentite parecchie, dalla sospensione di AUTHORITY
a storie bloccate perché in sostanza accadeva qualcosa alle
Torri Gemelle - non vorrei sbagliarmi, ma pure Azzarello ha avuto
problemi per un'idea simile. Non riesco ad immaginare come potrebbe
evolversi la situazione, suppongo che molto dipenderà anche
da come (e soprattutto "quando") finiranno le cose in
Afghanistan. Sicuramente in America il contraccolpo è stato
enorme, un'intera nazione è stata violentata per la prima
volta proprio dove sembrava impensabile potesse capitare, cioè
nel suo stesso cuore. Credo che per un po' la gestione delle storie
sarà più delicata, anche perché immagino che
chi sta in alto si sia fatto in qualche modo sentire - e forse è
anche giusto così, purtroppo di scene orripilanti ne abbiamo
già viste abbastanza nella realtà. In conclusione,
sarebbe sbagliato porre limiti all'immaginazione, per estreme che
possano essere certe idee, forse in questo caso occorre solo dare
tempo al tempo, e aspettare che certe ferite guariscano...
Prima
di lasciarti vorrei chiederti qualche anticipazione. Cosa bolle
in pentola per il tuo immediato futuro? Hai dei progetti imminenti?
Hai dei "desiderata" che speri ti vengano proposti da
un editor? Che so, un personaggio, una serie...
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Uno dei personaggi della serie Quebrada ritratto da Camuncoli
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Dopo
HELLBLAZER mi sono state fatte altre proposte in Vertigo, tutte
molto interessanti ma a onor del vero anche molto impegnative. A
un anno di distanza dal mio esordio "americano", ho disegnato
quasi 250 tavole e la prospettiva di rimettermi subito al lavoro
su altri 5 o 6 albi a ritmo mensile mi ha fatto mancare il fiato.
Ho quindi chiesto ai miei editor un po' di tempo per ripigliarmi,
che in teoria vorrei utilizzare per riprendere a dare qualche esame,
visto che me ne mancano 5 più la tesi per laurearmi in Lettere
Moderne. Per numeri unici o storie brevi non ci sarebbero problemi,
ma nell'immediato ho proprio bisogno di un po' più di tempo
da dedicare a me stesso, altrimenti ne risente anche la qualità
e l'impegno che uno infonde nel proprio lavoro. Chiaro però
che se mi proponessero qualcosa di "grosso" (tipo BATMAN,
per intenderci) o se potessi dedicarmi a progetti personali, mi
rimetterei subito a disposizione. Ho appena iniziato e non voglio
"bruciarmi" disegnando a tutti i costi qualsiasi cosa
mi propongano, o rompere le balle all'editor di turno per lavorare
a tutti i costi su questo o quel personaggio "cool". Se
così fosse, diventerebbe un lavoro come gli altri, mentre
vorrei riuscire a considerarlo un piacere il più a lungo
possibile.
Siamo
davvero alla fine, stavolta. Grazie per la tua disponibilità
e in bocca al lupo per il lavoro (e lo studio!).
Swamp
Thing and John Constantine: Hellblazer are copyright and trademark
of DC Comics.
Bonerest è pubblicato in Italia da Magic Press, copyright
degli autori.
Quebrada è pubblicato in Italia da Innocent Victim, copyright
degli autori.
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