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Intervista a Giuseppe Camuncoli

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Italiani d'America
(1^parte)

Intervista a
GIUSEPPE CAMUNCOLI

di Silvio Schirru

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UltraCOMICS

James Kochalka

L'orribile verità sui Fumetti

 

 

 

 

 

 

 

Ultrazine inaugura il ciclo "Italiani d'America", ovvero interviste a disegnatori che il Bel Paese esporta negli States. E lo fa con uno dei maggiori talenti degli ultimi anni, quel Giuseppe Camuncoli fattosi conoscere in Italia con il bizzarro Bonerest e attuale disegnatore della DC Comics (soprattutto versante Vertigo), oltre che una delle anime del progetto Innocent Victim (www.innocentvictim.com). A Ultrazine Giuseppe si racconta e mostra (in anteprima assoluta) alcune illustrazioni a matita tratte dal suo tenebroso Hellblazer.

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Il ghigno del John Constantine di Marcelo Frusin
© DC Comics

Partiamo dalle tue "origini segrete". Quali fumetti e quali autori ti hanno maggiormente colpito e influenzato durante l'infanzia e l'adolescenza, spingendoti magari a intraprendere la carriera di disegnatore? Quali fra questi citeresti come fonte di ispirazione?

Sono nato nel 1975, e la mia prima lettura deve essere stata un TEX, che mio padre collezionava all'epoca. Lì ho iniziato, verso i tre anni, a viaggiare nell'universo delle nuvolette e lì ho imparato a leggere, partendo dai vari "Bang" e "Ziiiing" che affollavano quelle pagine in bianco e nero. Come tutti i bambini mi sono sorbito la mia buona dose di Disney, passando poi ai supereroi Marvel e a Martin Mystère. A 15 anni ho frequentato un corso di fumetto tenuto a Reggio Emilia da Otto Gabos e Onofrio Catacchio, e lì ho avuto modo di fare tre passi importantissimi: affinare le mie doti (disegnavo da quando ero all'asilo, ma le ossa erano ancora lungi dall'essere fatte); conoscere altre persone che come me amavano non solo leggere ma anche fare i fumetti (tra cui il mio "socio" Matteo Casali, all'epoca insuperabile autore completo); ampliare l'orizzonte delle mie letture. Se all'epoca ero fermo a Jim Lee (che scopiazzavo senza vergogna) e McFarlane, alla fine del corso avevo conosciuto i capolavori di Frank Miller, David Mazzucchelli, Alan Moore, Magnus, i fratelli Hernandez, Mattotti, Sienkiewicz, Otomo, Pazienza, Munoz & Sampayo, Berardi & Milazzo, Gaiman & McKean… insomma il meglio del fumetto d'autore e dei nuovi talenti che di lì a poco sarebbero esplosi sulla scena internazionale (all'epoca McKean aveva sì e no iniziato a pubblicare CAGES se non sbaglio).
Chiaro che un'impostazione illuminata come quella che ci diedero Gabos & Catacchio fece nascere in alcuni di noi una curiosità estrema verso tutte le forme espressive del medium fumetto. Di lì a poco, iniziai a scoprire altri autori che sentivo personalmente molto vicini come Kent Williams, Ted McKeever, Duncan Fegredo, Marc Hempel, Chris Bachalo, e trovai insomma nella Vertigo la casa editrice perfetta per i miei gusti: affascinante, sofisticata, cupa, surreale… Cominciai ben presto a liberare il mio tratto dalle influenze di Jim Lee e iniziai a lavorare sulla deformazione del segno, sull'espressività e sull'espressionismo di personaggi e situazioni. Un percorso tuttora in atto.

Quali sono stati i tuoi primi lavori?

La prima tavola di Hellblazer # 169
© DC Comics, in anteprima per Ultrazine

A seguito del corso, nacque un laboratorio chiamato "Il Signor Spartaco". Il nostro gruppo di autori in erba, grazie all'Arci di Reggio e alla guida di Gabos & Catacchio, diede poi vita alla prozine ARENA, di cui sono usciti 3 numeri che contengono i miei primi lavori mai pubblicati. Quelli del periodo Jim Lee, insomma. È proprio divertente riguardarseli ogni tanto.
Dopo la sospensione delle uscite, continuai a lavoricchiare per la fanzine YORICK, sempre di Reggio Emilia, su cui pubblicai illustrazioni, un paio di storie brevi e anche alcune traduzioni dall'inglese. Anche Matteo Casali aveva iniziato a collaborare con la rivista, e dopo qualche tempo iniziammo a covare l'idea di fare qualcosa insieme.
Matteo aveva sempre avuto quella determinazione che invece a me mancava, e all'epoca era già in contatto con Roberto Ghiddi di Granata Press, che mi fece conoscere. Matteo aveva scelto di concentrarsi sulla scrittura accantonando il disegno, e così quando Granata chiuse, iniziammo a ideare progetti insieme da sottoporre alle case editrici. Addirittura un progetto supereroistico per il progetto EUROPA di Marvel Italia.
Dopo la solita trafila di "grazie, quella è la porta, arrivederci", optammo per l'autoproduzione. Sti cazzi. Conobbi Gabriele di Benedetto dello Shok Studio a Lucca, e ci tenemmo in contatto scoprendo di avere molto in comune. E scoprendo anche che l'autoproduzione poteva essere IL modo per farsi notare e per realizzare al tempo stesso fumetti senza nessuna imposizione dall'alto.
Uscì così, alla Lucca autunnale del 1997, il numero zero di BONEREST - progetto che covava sotto la cenere fin dal 1993 e che inaugurava contemporaneamente la nascita dello studio Innocent Victim.

La copertina del volume Magic Press di Bonerest

BONEREST (molto bello, tra l'altro) sembra pensato come un fumetto "Vertigo". Il che, visti i gusti tuoi e di Casali, non stupisce. Si tratta di una semplice conseguenza delle vostre preferenze oppure BONEREST venne concepito fin dall'inizio come prodotto da proporre al mercato USA?

Direi entrambe le cose e al tempo stesso nessuna. L'idea di BONEREST (grazie per i complimenti, tra l'altro) venne a Matteo intorno al 1993, ma poi si evolse grazie ad un intenso brainstorming che facemmo insieme, e che portò grosso modo alla versione che poi vide la luce con Innocent Victim.
Quando decidemmo appunto di autoprodurre il numero 0 di BONEREST, ovviamente portavamo con noi le suggestioni narrative e grafiche di un certo tipo di narrativa a fumetti, Vertigo in testa, e questo poi ha confluito in maniera più o meno conscia nel risultato finale. Matteo ed io andammo per la prima volta negli uffici newyorchesi della Vertigo nel 1996, ovvero prima che BONEREST uscisse (esistevano all'epoca solo una manciata di tavole a matita), e sicuramente scegliemmo di dare al prodotto quella veste e quel taglio anche per poi poterlo proporre all'estero. Eppure si tratta al tempo stesso di qualcosa di personale, atipico, totalmente irregolare, nato talmente di getto da poter escludere intenti progettuali nell'alveo Vertigo.

BONEREST non sembra essere propriamente "concluso". State pensando a un sequel o attualmente preferite dedicarvi ad altri progetti?

La terza tavola di Hellblazer # 169
© DC Comics, in anteprima per Ultrazine

BONEREST nacque come "limited ongoing series", per dirla all'americana, ovvero una serie regolare che poi avrebbe ad un certo punto trovato la sua conclusione, proprio come SANDMAN o PREACHER. I primi numeri autoprodotti hanno dato risultati di vendita lusinghieri, ma certo non sufficienti, nel lungo periodo, a garantire un'uscita regolare degli albi e al tempo stesso il pane per mangiare. Lo stesso dicasi per la raccolta in volume che poi nell'anno del Signore 2000 vide la luce grazie a Magic Press e a Tilsner in Germania: pur trattandosi di una coedizione italo-tedesca, e pur vendendo poco meno dei rispettivi volumi dedicati ai ben più famosi personaggi Vertigo, si tratta pur sempre di percentuali sul venduto.
Per il momento quindi, BONEREST è fermo in attesa di trovare una migliore collocazione che permetta a noi di produrlo, e a Magic Press di presentarlo in versione italiana. STRANI GIORNI non è certo un volume autoconclusivo, bensì il primo "tomo" di una serie di vicende che proietteranno Bone e il suo strampalato cast di amici nel bel mezzo di un'Apocalisse come mai si era vista prima.
Fosse per Matteo e me, visto l'attaccamento particolare per questo progetto così sentito, e col quale poi abbiamo debuttato in campo fumettistico, potremmo rimetterci sulla serie anche domani, ma prima occorre avere garanzie di lavorazione e produzione vere e proprie. Noi stiamo comunque insistendo, perché siamo i primi a tenerci e a voler vedere pubblicate le storie del misterioso uomo senza bocca. Ed è anche per tornare poi a riprendere in mano BONEREST che al momento stiamo (paradossale, vero?) lavorando su altri progetti.

Come sei giunto ad avere il primo contratto con la Vertigo?

Da quel lontano 1996, credo non sia passato un anno senza che Matteo o io rompessimo un po' le scatole agli editor, sempre in continuo cambiamento, della Vertigo. All'epoca conoscemmo Julie Rottenberg, poi fu la volta di Stuart Moore, Richard Bruning, Mark Chiarello e Karen Berger in persona. E' l'inizio del 2000, e nel frattempo da un paio di anni per noi la Comicon di San Diego è diventata un appuntamento fisso: in tal modo, oltre a non perdere i contatti, gli editor si sono resi conto dell'evoluzione del livello qualitativo e professionale dei nostri progetti/prodotti. Arriva un'email di una nuova editor Vertigo, Heidi MacDonald, che sia in base ad un catalogo in inglese che stampammo nel '99, sia in base a quanto visto all'epoca sul nostro sito internet www.innocentvictim.com, scelse me per fare alcune tavole di prova per NAMES OF MAGIC, ovvero la miniserie che uscì in America subito dopo la chiusura di BOOKS OF MAGIC. Ovviamente disegnai in preda all'eccitazione e spedii al più presto le mie tavole, e Heidi mi promise che mi avrebbe fatto sapere in ogni caso chi, tra i vari disegnatori messi alla prova, sarebbe stao scelto. Passarono i mesi e, non sentendo nulla, immaginai fosse andata male. Pertanto alla San Diego Comicon del luglio 2000 andai a trovare Heidi di persona allo stand Vertigo e feci con lei quattro chiacchiere. Le feci vedere l'edizione in volume di BONEREST, fresca di stampa, e al mio ritorno mi propose un fill-in di SWAMP THING, che poi divenne un incarico regolare grazie anche all'abbandono (o alla cacciata? Mistero...) del disegnatore ufficiale.
Per la cronaca, il disegnatore scelto per NAMES OF MAGIC fu Richard Case, che ho avuto il piacere di conoscere casualmente alla San Diego Comicon 2001 in ascensore (stava nel nostro stesso albergo...).

Hellblazer
© DC Comics

OK. A un certo punto ti arriva la comunicazione che disegnerai un fill in di Swampie. Cosa hai pensato in quel momento e, soprattutto, con quale spirito hai poggiato per la prima volta la matita sul foglio?

Ho pensato che finché non mi arrivavano i fogli ufficiali della DC Comics a casa non ci avrei creduto, e quando per la prima volta vi ho poggiato sopra la matita, dopo aver inviato via fax i layouts delle pagine, ho pensato che dovevo mettercela tutta e cercare di non scazzare nemmeno una linea. Ho pensato che avrei dovuto disegnare un sacco di alberi. Ho pensato che avrei dovuto fare attenzione ai dettagli e alla sceneggiatura in modo da fare un lavoro professionale e non commettere errori grossolani. Ho pensato che avevo poco più di tre settimane per consegnare 22 tavole...

Quali sono state le cose che ti hanno immediatamente colpito, in positivo o in negativo, della DC Comics vista dall'interno?

La DC vista dall'interno è molto più bella di quanto non possa sembrare. Gli editor e gli scrittori sono tutti dei gran personaggi, nonostante qualche approssimazione devo riconoscere che è proprio un piacere lavorare per e con loro. Pensavo che fossero molto più corporativi, molto più inquadrati, non so se mi spiego... Invece sono molto alla mano, creativi, disponibili, e si lasciano coinvolgere un sacco dai suggerimenti o dai cambiamenti che provengono dall'esterno. Non "libertà assoluta", insomma, ma quasi. Inoltre, parlare o a scambiare email in tutta tranquillità con gente come Karen Berger o Brian Azzarello è davvero un onore, oltre che un piacere.

La terza tavola di Swamp Thing vol. II # 12
© DC Comics

Sei soddisfatto del tuo lavoro su SWAMP THING?

Abbastanza. Non mi ero mai misurato con un ritmo di produzione mensile in maniera continuativa, e a volte è stato particolarmente duro. A dicembre 2000, per esempio, sono stato 3 giorni ad Amsterdam (era un viaggio che avevo già prenotato, col cazzo che stavo a casa!) e al ritorno avevo due giorni di tempo per fare le ultime 5 tavole. Ci sono riuscito ma con tanta fatica e tanta costanza. Portando inoltre avanti i progetti di Innocent Victim, e ricordandomi a volte di avere una vita privata, potrai capire che non ci si annoia mai. Avendo avuto più tempo a disposizione, avrei potuto dedicarmi con più cura al risultato finale, ed ottenere un prodotto migliore, inchiostratore permettendo. A parte Marc Hempel, che ho conosciuto di persona a San Diego, non sono molto soddisfatto degli inchiostratori che ho avuto. L'inizio è stato proprio un disastro, dopo aver messo tanto impegno sulle tavole Rick Magyar è riuscito a fare un lavoro piuttosto anonimo, salvo poi passare alla CrossGen e lasciare al povero Rodney Ramos metà delle pagine ancora da inchiostrare, con un solo weekend di tempo per finirle. Ovvio che si vede lo stacco, e pure la fretta con cui erano state inchiostrate le pagine del N. 12, che tra l'altro era il mio esordio negli States,. Questo un po' mi ha smontato, soprattutto perché ancora non sapevo che mi avrebbero fatto continuare. Con Marc Hempel invece andavo ad occhi chiusi, per fortuna. Cameron Stewart, che ha lavorato sulle mie tavole anche su HELLBLAZER, è un bravo inchiostratore che però usando il pennello è molto distante dallo stile che preferirei vedere applicato sui miei lavori. Purtroppo su queste cose non si ha molto potere decisionale, o perlomeno non subito. Insomma, per riassumere questo sproloquio, sono soddisfatto al 50%.

La seconda tavola di Hellblazer # 168, (c) DC Comics, tratta dal sito www.innocentvictim.com
La seconda tavola di Hellblazer # 168
© DC Comics, tratta dal sito www.innocentvictim.com

Dopo SWAMP THING arriva per te l'incarico su HELLBLAZER, al quale stai lavorando proprio in questo periodo. Cosa ne pensi di John Constantine come character? Dopo tutti questi anni c'è ancora un suo aspetto che non sia stato raccontato, secondo te?

Ho consegnato a fine novembre l'ultima pagina di HELLBLAZER 169, ed è stato molto faticoso, perché la sceneggiatura mi è stata recapitata in ritardo ed ho dovuto correre parecchio per restare nei tempi prestabiliti. Per velocizzare ancora di più le cose, mi sono anche offerto di inchiostrare 5 pagine, ovviamente mi sono scelto tutte quelle con Constantine che è sempre un piacere da disegnare. Avevo già avuto l'opportunità di ritrarlo sull'ultimo numero di SWAMP THING, il 20, dove appare brevemente in un cameo, ma poter lavorare sulla sua serie regolare, anche se solo su due cosiddetti fill-in, è stato davvero uno sballo. Sono un suo fan dai tempi della Comic Art, capirai quindi come possa essermi sentito onorato a far parte del novero di autori "constantiniani"... A parte questo, secondo me ci sono ancora molti lati inediti di John da raccontare, credo sia uno dei pochi personaggi dei comics che abbia saputo crescere e cambiare rimanendo sempre sostanzialmente fedele a se stesso. Alcuni per esempio criticano Azzarello per usare poca "magia" nelle sue storie di HELLBLAZER, a me invece sta benissimo perché poi invece le volte che la usa veramente uno resta a bocca aperta - mi riferisco ad esempio al Golem che appare sul N. 167, un'idea eccezionale! Constantine è talmente tridimensionale da poter affrontare qualsiasi genere di storia, dall'horror puro alla satira politica, dal noir alla storia d'amore (perché no?).

Sono assolutamente d'accordo. A proposito di Constantine: attualmente in Italia viene pubblicata la run di Brian Azzarello e Marcelo Frusin. Cosa pensi di questi due autori?

Azzarello a volte può avere delle cadute, più su HB che su 100 BULLETS a dire il vero, magari a livello di trama o di comprensibilità della stessa. A volte è molto sibillino, e si fatica a capire perché inserisca certi dettagli o certi dialoghi nelle sceneggiature. Perché poi non li spiega, o perlomeno occorre aspettare un tot, e ne ho avuto riprova lavorando su suoi script. Però, cazzo, ha una capacità di scrittura cinematografica e un talento nelle caratterizzazioni, nelle situazioni e nei dialoghi che nel suo genere pochi raggiungono. Garth Ennis sì che è sopravvalutato, in confronto ad Azzarello. In ogni storia di Azzarello riesco sempre a stupirmi o a cacciare una grassa, bastarda risata per questo o quel dettaglio, cosa che di solito accade molto di rado, e questo per me già la dice lunga.
Frusin è un grandissimo, ci siamo scritti un po' di email per raccontarci delle nostre reciproche vite e carriere fumettistiche. E' un fan di Morricone e Sergio Leone, e questo si vede nelle sue tavole. Ha un senso delle inquadrature e della regia assolutamente al top, il suo segno poi a volte mi piace persino più di quello di Risso. Dipende però dal grado di accuratezza che mette nelle tavole, come dicevo sopra in effetti reggere la mensilità non è facile per nessuno - tranne che per Risso, che però credo abbia degli assistenti, e anche se fosse… Incredibile!

Tanto con SWAMP THING che con

La terza tavola di Hellblazer # 168, (c) DC Comics, tratta dal sito www.innocentvictim.com
La terza tavola di Hellblazer # 168
© DC Comics, tratta dal sito www.innocentvictim.com

HELLBLAZER ti sei cimentato su due personaggi che possono vantare, nell'arco della loro storia editoriale, team di autori coi fiocchi (Wrightson, Wein, Alan Moore, Totleben, Bissette, Vess etc. nel primo caso; Delano, Ennis, Azzarello, Ellis, Ridgeway, Phillips, Dillon, Frusin, Corben, gli stessi Moore & Bissette/Totleben etc. nel secondo). Hai mai sentito il "peso" di entrare a far parte di una schiera di talenti simile?

Certo, lo sento pure ora che mi fai questa domanda. Su SWAMP THING, ad esempio, essendo un estimatore dell'immenso ciclo di Alan Moore, ho cercato laddove possibile, e laddove la storia e l'editor lo permettevano, di omaggiare nel mio piccolo le splendide invenzioni grafiche di Bissette e Totleben, per esempio riprendendo l'idea dei titoli o della scritta "SWAMP THING" inseriti nel contesto della tavola. Per esempio nel N. 12, nella splash page, dove le nuvole in cielo formavano appunto la scritta "Swamp Thing", oppure nella prima pagina in basso del N. 13, dove purtroppo hanno placidamente sovrapposto a parte del "gioco" il colophon dell'albo... Comunque tornando al "peso" di cui sopra, non è per niente facile, soprattutto se uno è stato lettore delle storie dei predecessori. Immagino che dopo un po' uno si debba abituare, per ora non è così. Anche se poi capita di leggere recensioni su siti internet americani di critici che scrivono: "Non ho mai letto lo SWAMP THING di Alan Moore, ma visto che ne parlano tutti bene se è addirittura meglio di quello attuale allora devo correre a comprarmelo"... Roba da pazzi! Se uno non ha letto lo SWAMP THING di Alan Moore non può permettersi di recensire i fumetti in maniera consapevole, ti pare?

Non posso che condividere. Si tratta delle basi! E' per questo che poi molti prodotti mediocri hanno grande successo: perché, pur essendo brutte copie di capolavori, quei capolavori sono in pochi a conoscerli davvero. Comunque, tornando al tuo caso, mi pare che quel recensore ti abbia fatto un bel complimento, no?

Sicuramente, però non ci sono proprio paragoni, e questo lo dico sia da lettore che da autore.

La seconda tavola di Swamp Thing vol. II # 12
© DC Comics

Siamo quasi alla fine, in ogni caso, e vorrei esulare per un momento dal Fumetto in senso stretto. E' innegabile che, nel bene e nel male e a prescindere da interpretazioni e risvolti della faccenda, l'attentato alle Twin Towers abbia avuto un impatto notevole sulle abitudini, sui punti di vista, sulla mentalità e su tanti altri aspetti della cultura e della vita negli States. Pensi che dopo l'11 settembre anche l'industria dei comics sia diversa? E se sì, perché? Credi che l'evento abbia influito negativamente sulla libertà creativa degli artisti?

Sì, di voci in giro ne ho sentite parecchie, dalla sospensione di AUTHORITY a storie bloccate perché in sostanza accadeva qualcosa alle Torri Gemelle - non vorrei sbagliarmi, ma pure Azzarello ha avuto problemi per un'idea simile. Non riesco ad immaginare come potrebbe evolversi la situazione, suppongo che molto dipenderà anche da come (e soprattutto "quando") finiranno le cose in Afghanistan. Sicuramente in America il contraccolpo è stato enorme, un'intera nazione è stata violentata per la prima volta proprio dove sembrava impensabile potesse capitare, cioè nel suo stesso cuore. Credo che per un po' la gestione delle storie sarà più delicata, anche perché immagino che chi sta in alto si sia fatto in qualche modo sentire - e forse è anche giusto così, purtroppo di scene orripilanti ne abbiamo già viste abbastanza nella realtà. In conclusione, sarebbe sbagliato porre limiti all'immaginazione, per estreme che possano essere certe idee, forse in questo caso occorre solo dare tempo al tempo, e aspettare che certe ferite guariscano...

Prima di lasciarti vorrei chiederti qualche anticipazione. Cosa bolle in pentola per il tuo immediato futuro? Hai dei progetti imminenti? Hai dei "desiderata" che speri ti vengano proposti da un editor? Che so, un personaggio, una serie...

 

Uno dei personaggi della serie Quebrada ritratto da Camuncoli

Dopo HELLBLAZER mi sono state fatte altre proposte in Vertigo, tutte molto interessanti ma a onor del vero anche molto impegnative. A un anno di distanza dal mio esordio "americano", ho disegnato quasi 250 tavole e la prospettiva di rimettermi subito al lavoro su altri 5 o 6 albi a ritmo mensile mi ha fatto mancare il fiato. Ho quindi chiesto ai miei editor un po' di tempo per ripigliarmi, che in teoria vorrei utilizzare per riprendere a dare qualche esame, visto che me ne mancano 5 più la tesi per laurearmi in Lettere Moderne. Per numeri unici o storie brevi non ci sarebbero problemi, ma nell'immediato ho proprio bisogno di un po' più di tempo da dedicare a me stesso, altrimenti ne risente anche la qualità e l'impegno che uno infonde nel proprio lavoro. Chiaro però che se mi proponessero qualcosa di "grosso" (tipo BATMAN, per intenderci) o se potessi dedicarmi a progetti personali, mi rimetterei subito a disposizione. Ho appena iniziato e non voglio "bruciarmi" disegnando a tutti i costi qualsiasi cosa mi propongano, o rompere le balle all'editor di turno per lavorare a tutti i costi su questo o quel personaggio "cool". Se così fosse, diventerebbe un lavoro come gli altri, mentre vorrei riuscire a considerarlo un piacere il più a lungo possibile.

Siamo davvero alla fine, stavolta. Grazie per la tua disponibilità e in bocca al lupo per il lavoro (e lo studio!).

Swamp Thing and John Constantine: Hellblazer are copyright and trademark of DC Comics.
Bonerest è pubblicato in Italia da Magic Press, copyright degli autori.
Quebrada è pubblicato in Italia da Innocent Victim, copyright degli autori.

[febbraio 2002]


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