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Eddie
Campbell - gallese e attualmente residente a Brisbane, in Australia
- è uno degli autori di comics più autorevoli e innovativi. Attivo
fin dagli anni '70, è tra i paladini della scena indipendente -
pur avendo collaborato anche come major come DC e Dark Horse - con
lavori come Bacchus e From Hell (insieme ad Alan Moore).
Da From Hell, epocale narrazione delle vicende di Jack lo
Squartatore, è stato di recente tratto un film: la Twentieth Century
Fox ha annunciato che dovrebbe essere nelle sale in primavera; la
regia è degli Hughes Brothers e tra gli interpreti, Johnny Depp
e Heather Graham.
Per
informazioni e news su Eddie Campbell visitate la sua home page
all'indirizzo http://www.eddiecampbellcomics.com
ULTRAzine:
So che lavori nel mondo dei fumetti da più di 20 anni e che hai
speso tutto questo tempo stando nel campo delle pubblicazioni indipendenti.
Ti ricordi quando hai letto il tuo primo fumetto? Quando hai iniziato
a lavorare come professionista?
Ricordo
di aver letto alcuni albi americani della Marvel quando da piccolo
fui ricoverato in ospedale. Ho raccontato questa storia in un numero
recente di Bacchus. 
In
particolare avevo notato che nei comics americani venivano indicati
i nomi degli artisti. Non mi era mai venuto in mente prima dall'ora
che i fumetti erano creati da esseri umani. Pensavo fossero un atto
di un dio e da quel momento decisi che volevo diventare come uno
di quegli incredibili autori. Da quell'istante ho sempre desiderato
diventare un'artista e ho cercato di vivere la mia vita secondo
quel principio ma, non sono riuscito a farne un mestiere che mi
permettesse di viverci fino a che non ho avuto sui trent'anni.
ULTRAzine:
Quali sono stati gli autori che ti hanno influenzato sia come disegnatore
che come scrittore?
Una
volta scoperti i comics americani sono venuto in contatto con tutta
la storia dei fumetti pubblicati sui quotidiani e questo mi ha aperto
gli occhi sull'idea del fumetto come Arte. Penso in particolare
ai lavori di George Herriman, Cliff Sterret, Clare Briggs e Milton
Caniff.
ULTRAzine:
Cosa pensi dell'editoria indipendente? La tua scelta di autoproduzione
è stata una questione di libertà creativa o una necessità?
Il punto cruciale non è creativo, semplicemente posso
guadagnare di più con l'autoproduzione.
ULTRAzine: In Italia tu sei conosciuto fondamentalmente per il capolavoro
From Hell scritto da Alan Moore. Puoi dirci qualcosa riguardo
quest'esperienza? Com'è stato lavorare su una storia così densa
e atipica?
Certamente
è stata una grande esperienza lavorare con un genio come Alan Moore
ma credo che From Hell non sia nulla se paragonato all'altro
lavoro che abbiamo fatto insieme intitolato The Birth Caul
che è di prossima pubblicazione in Italia per la casa editrice Black
Velvet.
ULTRAzine:
Hai dovuto fare molte ricerche prima di scegliere uno stile che
si adattasse alla storia e alle sue atmosfere? È stata una scelta
naturale o hai dovuto faticare per trovare la giusta soluzione?
Ho
essenzialmente immaginato di essere nel 1890 e ho utilizzato lo
stile che credo mi sarebbe venuto naturale se fossi vissuto in quel
periodo storico.
ULTRAzine:
So che vedremo presto un film tratto da From Hell e che lo stanno
girando a Praga. Puoi darci qualche informazione a riguardo? Tu,
o Alan Moore, siete coinvolti in qualche modo nella sua realizzazione?
Le
riprese del film sono finite e dovrebbe uscire in America per Maggio
2001 ma è possibile che sia a Giugno o più tardi. Né io né Alan
siamo coinvolti in alcun modo.
ULTRAzine:
Un'altra tua storia pubblicata qui in Italia è stata "Il Ritorno
di Mink Stole", che hai disegnato per la serie Will Eisner's
The Spirit New Adventures su testo di Neil Gaiman.
Neil
è un mio carissimo amico da moltissimi anni è stato un grande piacere
per me illustrare una sua storia dopo tutto questo tempo. Per Spirit
ho scritto e disegnato anche un'altra storia che forse non hai letto
intitolata "Il Pacifista" ed era l'autobiografia di un
proiettile senziente con un'avversione per la violenza.
ULTRAzine: La prima volta che mi sono imbattuto nei tuoi
lavori è stata leggendo un meraviglioso volume di Bacchus.
Puoi presentare al pubblico italiano questo personaggio così particolare?
Perché hai deciso di creare un personaggio basato su una figura
della mitologia?
Con
la mia produzione autobiografica il mio intento è stato quello di
rendere i monotoni dettagli della mia vita e dei suoi sviluppi in
un modo che fosse eccitante così come credo in realtà sia la vita
di tutti i giorni.
Continuo
a pensare ancora che sia un'avventura. Nello stesso modo in cui
da bambini ci si sveglia eccitati la mattina per tutte le cose che
farai e tutti i personaggi che interpreterai. Ho sempre avuto un
grande amore per i serial d'avventura che ho seguito sia che si
trattasse di Steve Canyon di Milton Caniff o di Star Trek
e sono sempre stato desideroso di creare qualcosa di simile. Una
serie regolare con personaggi a tutto tondo e con ambienti esotici
che cambiavano di continuo. Ho scoperto così che la mitologia metteva
a disposizione un trampolino per creare personaggi come Eyeball
Kid o Gods of Business. Sarebbe stato difficile tirare
fuori questi personaggi dal nulla. La mitologia da loro una logica
interna, una "raison d'etre" o una back story
come si dice oggi.
ULTRAzine:
Puoi presentarci The Birth Caul che come detto verrà pubblicato
presto in Italia. È stata una starna esperienza realizzarlo?
The
Birth Caulè la cosa migliore che Alan abbia mai scritto. Si
tratta di un monologo che ha scritto per una performance teatrale
che ha messo in scena alla Old County Court House a Newcastle-Upon-Tyne
in occasione del suo quarantesimo compleanno. È stata registrata
e pubblicata come CD e successivamente adattata a fumetti. È un
oscuro e profondo lavoro poetico che mi ha posto, come artista,
di fronte a straordinarie domande, in particolare nel capitolo riguardo
la fanciullezza dove Alan ha ricreato perfettamente, molto più di
qualunque altra cosa abbia mai letto, le sensazioni del crescere.
Ho
adottato diverse soluzioni inusuali per risolvere il problema di
trovare delle immagini che si adattassero ad un testo così elusivo.
Per esempio ho fatto a pezzi una sveglia e ho incollato alcune parti
sulla pagina. Oppure ho cucito un pigiama in miniatura per neonati
e l'ho attaccato alla tavola.
ULTRAzine:
C'è una qualche verità nella voce che scriverai storie per Tom
Strong?
Alan
me l'ha chiesto, ma per via della mia febbrile attività editoriale
non credo che sarei in grado di dedicargli l'attenzione che merita.
Qualche tempo fa il Comic's Journal ha stilato una coraggiosa
classifica dei 100 Fumetti del Secolo (di Lingua Inglese). Sul podio
troviamo: terzo, Pogo di Walt Kelly; secondo, i Peanuts
di Charles Schulz; primo, Krazy Kat di George Herriman. Sei
d'accordo con questo risultato finale o ci sono altri, magari al
di fuori dei fumetti di Lingua Inglese, che avresti preferito? Per
completezza: tu eri al 51mo posto con il tuo autobiografico Alec
Stories e al 41mo con From Hell.
Sono
perfettamente d'accordo con la scelta dei primi tre classificati
anche se ho avuto una lunga discussione apparsa sulla message board
del Comics Journal riguardo le altre loro scelte. Due dei miei cartoonist
preferiti non compaiono per nulla nella loro lista: Clare Briggs
and Tad Dorgan.
ULTRAzine:
Potresti darci una tua definizione di Fumetto?
Non
sono d'accordo con la definizione di Scott McCloud perché non credo
che si debba cercare di definire il Fumetto su una base formale.
Penso che alcuni dei fumetti migliori non rientrino nella definizione
di "immagini sequenziali" che è la base di ogni
definizione formale del Fumetto.
ULTRAzine:
Pensando ad Internet vedi per il Fumetto un futuro on line o credi
che il piacere della carta non potrà mai essere sostituito?
Penso
che i fumetti cambieranno così tanto che al limite smetteremo semplicemente
di chiamarli fumetti perché saranno diventati qualcos'altro. Penso
che lo spirito del Fumetto si sposterà su altre strade così come
è sempre accaduto in passato. Penso che il Fumetto, così come la
musica jazz, sia semplicemente una tradizione.
Il
fumetto è una tradizione del cartooning come ce ne sono altre e
penso che la necessità di vederlo come un'arte a sé sia una cattivo
segnale che indica che è moribondo. Piuttosto che ricercare delle
definizioni gli artisti più importanti dovrebbero cercare (e non
dico che non lo stiano facendo) di portare nuova linfa nel medium
e questo potrebbe anche condurre a spezzare le forme e le definizioni
passate.
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