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BRISTOL COMICS 2002 - QUESTA È UNA CONVENTION PER SMOKYMAN!
L'1
e 2 giugno si è tenuta a Bristol, U.K., l'annuale Comics
Festival. Quest'anno, attratto dalla ricchezza dei nomi presenti,
c'era anche il vostro Smoky
Man, per dare un'ultra_occhiata a come vanno le cose nella
terra della Regina. Ecco il diario degli eventi.
2
giugno - Rieccomi! Indosso la maglietta azzurra con logo Ultrazine
realizzata in Italia per la trasferta inglese. Sono circa le 10:30,
l'Inghilterra gioca contro la Svezia, la sala è poco affollata,
il movimento ridotto. Un primo boato annuncia il gol di Sol Campbell,
gli inglesi stessi sono sorpresi che il legnoso difensore possa
aver segnato. Di tanto in tanto qualche mugugno sottolinea probabilmente
qualche azione pericolosa da una parte o dall'altra. Al gol del
pareggio svedese un urlo di disappunto rompe il rumore di fondo
della Con. Nel frattempo ho adocchiato le prede: Duncan Fegredo
e Sean Phillips intenti, fianco a fianco, a fare disegni a tutto
spiano. Mi butto sulla fila per Fegredo, validissimo disegnatore
sin dai tempi di Enigma e fresco di gloria per alcune recenti e
ironiche storie di Spiderman. Il buon Duncan, un po' in soprappeso,
pizzetto rosso, è un vero istrione simpaticissimo, non smette
di parlare un attimo neppure mentre disegna, e ride e ha una parola
per tutti. E poi gli sketch
uno più bello dell'altro,
dettagliati e che ripagano dell'attesa. Quando tocca il mio turno
gli chiedo uno dei Watchmen, la sfida lo tenta. Parte con l'idea
di disegnare Rorschach ma il tentativo non va a buon punto perché
il psicopatico non ha alcuna voglia di materializzarsi sul foglio
bianco. Cambiamo soggetto ma restiamo in tema, e alla fine stringo
felice tra le mani un bel Nite Owl!!!
Altro giro, altra fila. Sean Phillips ha l'occhio azzurro magnetico
e una mano fatata. Traccia prima delle linee con un pennarello blu
a punta morbida, poi passa ai marker neri per definire con perizia
i dettagli. Il mio cimelio è una conturbante Voodoo, che
richiama in qualche modo il segno di Bruce Timm. È lo sketch
più bello della mia missione inglese.
Dietro al tavolo di Phillips, ecco Rodney Ramos, l'inchiostratore
di Transmetropolitan: folta capigliatura nera riccioluta, occhialini
e una verve comica instancabile. A un certo punto getto una voce
ad Antonio che vedo ronzare in giro e il buon Rodney mi risponde
intonando "O sole mio" e ammettendo di parlare "un
pochito" italiano. Vorrei portare a casa un disegnino di Spider
e del suo gatto a due teste, ma capto nell'aria il nome "Dave
Gibbons". Il disegnatore di Watchmen è intento a firmare:
mi fiondo! La fila è lunghetta ma ne vale la pena per avere
un firma sull'albo originale di Watchmen che mi son portato dietro
nella speranza di una simile occasione. La fila scorre via stranamente
veloce, il perché è presto detto: Gibbons è
svogliatamente disponibile, firma rapido gli albi e poi traccia
a penna, senza guardare il foglio, quasi esclusivamente sketch di
Rorschach con una media di 30 secondi a disegno. Arriva il mio turno
e chiedo un "Tom Strong", mi guarda meravigliato, gli
dico "lei l'ha disegnato, no?", "sì, ma solo
una volta
", comunque ci prova e tira fuori in 45 secondi
un triangolo con intorno una figura umana :-(
Vago
e faccio visita a Paul Grist, cartoonist sottovalutato ma di assoluto
valore con il suo bianco e nero esibito in Kane e nel recente Jack
Staff. Lui si impegna un po' di più e mi regala un degno
ritratto del suo investigatore. Proprio nel corso della Con il bravo
Grist venderà alla Image la prossima miniserie di Jack Staff,
bel colpo! Mi dirigo verso la zona "amica" Millidge-Staros-Villarrubia
e m'intrattengo in chiacchiere varie con loro finché arriva
il momento della conferenza della Vertigo. Nella stessa essenziale
saletta in cui si era esibito Quesada, ecco al tavolo il "boss"
Karen Berger, in splendida forma, in compagnia di Mike Carey, Philip
Bond, Dave Gibbons e qualche altro non ben identificato. La Berger
presenta i nuovi progetti Vertigo, mostrando qualche diapositiva
in anteprima, tra cui spiccano gli hardcover dedicati a due grandi
della letteratura fantastica, Edgar Alan Poe e H. P. Lovecraft;
la miniserie Vertigo Pop sulle città di Tokio e Londra e
soprattutto The Originals di Gibbons che uscirà direttamente
in volume.
Antonio mi racconterà del suo incontro con la Berger. Antonio:
"Salve signora Berger, potrei chiederle un'intervista?";
la Berger: "Per quale motivo?"; A: "Beh, direi almeno
tre. Primo, lei è la donna più potente dei comics.
Secondo, è una donna in un mondo, quello dei comics, sostanzialmente
maschile. Terzo, dirige la Vertigo che è uno dei più
importanti marchi fumettistici."; B: "Beh, direi dei buoni
argomenti, sì. Ma
tu chi sei?"; A: "Antonio";
Berger: "An-too-niu? (e scoppia in una fragorosa risata)";
A: "Scherzo, mi chiamo Antonio Solinas e sono uno dei redattori
della e-zine italiana Rorschach e bla bla bla
"; B: "Ok,
eccoti il mio biglietto da visita, scrivimi e ricordami che sei
An-too-niu!". Ed ecco come Antonio ottenne l'e-mail
personale di Karen Berger, invidia.
Due altri sketch finiscono nella mia raccolta, nomi non di primissimo
piano, ma perché rinunciare
e così, un Batman
da Charlie Adlard e un John Constantine da Warren Pleece, voilà.
Non mi sono ancora ripreso dalla delusione che Antonio mi informa
che Gibbons è disponibile per una breve intervista. In piedi
è un uomo dal fisico asciutto, alto sul metro e novanta,
le mani grandi e lunghe, ha una voce forte e l'aria tutto sommato
simpatica. Dopo aver rischiato di non fare l'intervista per l'irruzione
di un tizio della BBC, è il nostro turno. La chiacchierata
è piacevolissima e Gibbons si riscatta alla grande comunicandoci
il suo entusiasmo per il Fumetto, la sua voglia di continuare a
fare progetti e realizzare storie. Alla fine ci lancia una sfida:
cerca un volume italiano, se glielo troviamo è disposto a
farci un disegno inedito, qualsiasi cosa chiediamo. Quel volume
è ora nelle mani di Gibbons; io, con il sorriso sulle labbra,
aspetto di ricevere un pacco dall'Inghilterra, ma questa è
un'altra storia
Sono appagato, giro come se stessi su una nuvola, dopotutto ho parlato
con il disegnatore di Watchmen, il "mio" fumetto. Vago
senza meta. Accidenti, ecco Liam Sharp. Il tipo è un omone,
capelli quasi rasati con un piccolo ciuffo brizzolato sulla fronte,
occhi azzurrissimi e sorriso largo, orecchini, canottiera verde
che lascia in vista una serie di tatuaggi tribali dalle spalle fino
all'avambraccio. Disegna direttamente con un pennarello nero a punta
morbida con straordinaria efficacia e precisione di segno. Contentissimo
di farlo, mi disegna un intricato Man Thing, "il mio preferito",
dichiara.
Finisco poi in fila da Barry Kidson che nonostante la non giovanissima
età - ad occhio direi che ha superato i quaranta da un po'
- al tavolo è accompagnato dal padre. La fila è breve,
al massimo ci saranno quattro persone. Arriva il turno di quello
prima di me, e io sono l'ultimo, e Kidson ci dice che va via, di
scrivere al suo sito, di ricordargli che eravamo a Bristol e ci
manderà a casa lo sketch. Capisco e evito di fanculizzarlo,
dopotutto chi è Barry Kidson?
I fuochi
d'artificio sono finiti, raduniamo la truppa - io, Antonio e Mark
- e ci sediamo in uno dei tavolini della zona ristoro in compagnia
di Josè Villarrubia. Mangiamo qualcosa e facciamo il punto
della situazione. Ci diciamo tutti contenti della manifestazione.
Intima e per chi ama davvero il fumetto, non chiassosa ma ricca
d'eventi e d'incontri. Un modello da esportare anche in Italia.
Uno spazio ridotto, non dispersivo in cui accogliere le energie
positive e ripartire.
La Con chiude, aiutiamo Chris Staros a sistemare i volumi invenduti
nelle scatole.
Nella mia mente comincia a farsi largo un imperativo: prossima missione,
San Diego, 2003.
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