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"Morire, forse sognare", sussurrava un Amleto che, in quella che per tutti gli altri era follia, finalmente riusciva a rendersi conto della realtà dei fatti, dell'atroce inganno, della pantomima che era la sua vita. Forse quasi intravedeva il palco, il tragico principe danese, una moltitudine di occhi fissi su di lui, che assorbivano le sue tribolazioni e i suoi atti eroici e meschini come semplice entertainment? Lo svago di un momento, il rifugio dal proprio squallore quotidiano guardando il dolore altrui.
Il punto è: facciamo questo anche noi, oggi? Quando ci soffermiamo distrattamente su quegli sciocchi reality show, quando ci appassioniamo alle vicende del protagonista di un film, di un romanzo, quando osserviamo un uomo adulto vestito in calzamaglia, che vederlo nella realtà ci farebbe solo scompisciare
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dal ridere a meno che non sia Carnevale, prendere a sberle un altro mentecatto, abbigliato con colori ancora più sgargianti, cosa stiamo facendo davvero?
Grant Morrison, in questo straordinario volume, cerca di dare la sua interpretazione, di fornire al lettore un nuovo punto di vista con cui guardare non solo ai super eroi, ma a tutta la fiction. Le emozioni dell'autore, il suo disincanto, il bad mood e l'assenza di una via di uscita caratterizzano la quasi totalità degli episodi. Animal Man, il supereroe ecologista, assiste al disfarsi del suo mondo, perde ciò che gli è più caro, e le sue reazioni sono le più controverse ed eticamente inaccettabili per un personaggio in costume; la sua caduta, letta dall'ormai assuefatto lettore del Nuovo Millennio potrebbe sembrare il
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