Thor contro i Vichinghi, ovvero quando la Storia fa a pezzi la pop art!
di Silvio Schirru
Ci sono nomi che fanno lacrimare gli occhi di ogni comics-fan che si rispetti, divinità di uno sparuto pantheon che fanno il bello e il cattivo tempo della letteratura disegnata, dei Mida che trasformano in oro tutto ciò che toccano perché, semplicemente, toccati a loro volta dal sacro potere della parola. Tra essi c'è l'iconoclasta irlandese per antonomasia, quel gran figlio di buona donna che risponde al nome (quando non è troppo ubriaco) di Garth Ennis.
È "colpa" sua se mi sono sorpreso a tirare fuori dal mio portafogli una banconota da 10 euro per una miniserie di Thor, Vikings , pubblicata nella collana Panini Comics 100% Marvel ; proprio io che ho sempre odiato Thor (inteso come personaggio Marvel), ritenendolo sicuramente il più ridicolo di tutta la scuderia della Casa delle Idee, secondo solo a Silver Surfer (un surfista d'argento
che brancola nello spazio?! Ma cosa fumava Stan Lee?!). Infatti, mentre frugavo allegramente tra le novità del mio libraio di fiducia e già mi chiedevo se acquistare o no la raccolta de La bambina filosofica , di Vanna Vinci, ad un tratto mi imbatto nel suddetto volumazzo, bello cicciotto, con una mini del dio del tuono. Già mi chiedevo, con supponenza e saccenteria, chi potesse essere tanto sfigato da acquistare quella robaccia. Sicuramente qualche Marvel-zombie che si eccita a vedere una checca bionda vestita da sesto membro dei Village People che parla come un
deficiente, o qualche nostalgico della civiltà celtica, magari pure leghista! E invece, attirato dalla cover di Glenn Fabry, inizio, ipnotizzato a sfogliare. E accade il miracolo!
Mi rendo conto, infatti, che la mini è scritta da Garth, e, a giudicare dai dialoghi e dalle sequenze che i miei occhietti rapidi suggono avidamente dalla pagina, il supremo irlandese promette irriverenza e ferocia pari, come minimo, a quella che riversa sulla serie del Punitore. E anche se il complice non è il fido Stevie Dillon, non è che il buon Fabry sia meno capace. Perciò compro e porto a casa.
Annullo tutti gli impegni, spengo il telefono, mi chiudo in camera e apro il volume.
Non ero preparato a ciò che mi si para davanti. Un delirio, che sicuramente avrà
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