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Scriviamolo subito: i F.lli Mattioli sono dei geni e il loro Almanacco è un singolare capolavoro (a cadenza semestrale).
Ecco il più è fatto. Ora bando alle soddisfazioni e ai giudizi di panza e caliamoci nei panni del bravo critico.
L'Almanacco è un esilarante calderone di trovate, fumetti, scarabocchi, personaggi (su tutti Capitan Maccaroni, strampalatissimo supereroe partenopeo, e il Tenente Comet, bastardissimo comandante, appunto, di una sgangheratissima navicella spaziale), filastrocche, rubriche della posta, e tanto, tanto altro ancora.
Sperimentale e contagioso, da sbellicarsi dalle risate, indefinibile per molti versi.
Ma, se si volesse definirlo, e che bravo critico sarei se non cercassi d'etichettarlo, si potrebbe dire, azzardare, "la risposta tricolore all'acclamato
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ACME Novelty Library di Chris Ware". Ma con molta più ironia, meno malinconia, meno intellettualismo, meno puntigliosa ricerca estetica, più guizzo e fantasia mediterranea. Il numero 4, presentato ahimè nel lontano Novembre 2003 a Lucca Comics, è dedicato al tema della Fantascienza, che come ci spiega l'emerito scrittore Valerio Evangelisti bisogna stare attenti a non confondere con la Scienza Fanta.
L'agile albetto offre un menù adatto a soddisfare i palati più raffinati: una sequenza di deliranti avventure siderali di Comet e Kowalski, una breve ma significativa incursione (in una cristalleria) di Capitan Maccaroni, un articolo sull'avventura dell'uomo nello spazio (significativamente concluso con
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