storia del supereroe dovrebbe più appropriatamente essere fatto risalire a Squadron Supreme di Mark Gruenwald, che in una saga di dodici episodi uscita nel 1985 aveva già scardinato la precedente concezione del supereroe e gettato tutti i semi della svolta successiva, anzi, per alcuni aspetti, scavalcando anche quanto Watchmen e Dark Knight avrebbero in seguito osato.
Ma andiamo per ordine. I protagonisti del marveliano Squadron Supreme sono un chiaro rifacimento della Justice League della DC: Hyperion l'alieno superforte replica Superman, il solitario Nighthawk funziona da Batman, Doctor Spectrum manipola un'energia verde come Green Lantern, e via dicendo. Questi eroi vivono su una Terra parallela che, diciamo, consente all'autore una totale libertà dalla continuity della Marvel e, al contempo, un perfetto rispecchiamento del mondo reale


esterno al fumetto.
Il punto cruciale della serie è il superamento di quella limitazione dei supereroi che Eco aveva notato nei suoi saggi su Superman degli anni '60: se l'eroe vuole esistere in una serie

regolare e potenzialmente infinita, potrà curare i sintomi del male (catturando questo o quel criminale) ma mai eliminare del tutto il male nel mondo, ad esempio comprimendo carbone in diamante per aiutare l'economia dei paesi poveri. All'inizio di Squadron Supreme, gli eroi del gruppo si accorgono appunto di come la loro azione sia stata sempre limitata, e decidono di assumere il controllo del governo e iniziare un metodico piano di miglioramento della vita sul pianeta. Fin da qui, si vedono chiaramente limiti e rischi dell'eccesso di potere: Squadron Supreme obbliga il presidente degli Stati Uniti a lasciar loro il controllo del governo, eseguendo in pratica un colpo di stato.
Poco di seguito, guardandosi allo specchio, Nighthawk si ricorda di quando i tempi erano più semplici per
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