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biblico lascia pure spazio enorme all'invenzione visiva, alla caratterizzazione personale, al ritmo di vignette che il disegnatore sente migliore. Un versetto come "Allora Saul cercò di inchiodare Davide al muro con la lancia; ma Davide schivò il colpo e la lancia andò a conficcarsi nel muro" (1Sam, 18:10), si può trasformare, nelle mani di Baker, in una sequenza vivace e personalissima, con tensione e storcimento di muscoli, pathos e suspense, smorfie paffute del piccolo Davide che ricorda Gary Coleman. E tutto questo restando intensamente, completamente biblico.
Alla fine della prima parte del Don Chisciotte, un canonico consigliava al cavaliere pazzo di smetterla coi romanzi cavallereschi e di mettersi a leggere la Bibbia, che gli avrebbe offerto grandi avventure e piena verità.
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Non l'avesse mai fatto! Quando all'inizio della seconda parte Sanson Carrasco cerca di convincere Chisciotte che i giganti dei romanzi non esistono, Chisciotte gli ribatte che essi devono esistere, in quanto anche la Bibbia ne parla: Golia, naturalmente. Ed è proprio questa irriverenza felice, questo piglio chisciottesco che trasforma tutto in divertimento e assorbe ogni storia per farne grande letteratura, ad animare senza dubbio le pagine del King David di Baker. In lui il sacro si fa di nuovo intrigo; l'antico torna a grondare di energia, vita, sangue basti vedere il magistrale duello tra Davide e Golia, tutto mosso dalla sproporzione di volumi tra i due personaggi.
Ed è appunto con questa ansia di fare cose belle, divertenti, intense, travolgenti, deliranti, che Kyle si mette
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