contraddetto; le categorie di leggero-pesante, voluminoso-piccolo, solido-fragile, si confondono anarchicamente. Ci troviamo davvero in un altrove onirico e tutto alieno, impossibilitati alla razionalità e spinti a lasciarci incantare dal mistero delle immagini. In tale contesto, anche le rare occasioni umoristiche non fanno da valvola di sfogo, ma impediscono alla minaccia di trasformarsi in puro orrore e dunque, realizzandosi, scaricarsi: proprio come nei film di Hitchcock, la rara battuta supporta la suspense.
Non stupisce dunque, nell'onirismo morboso di Woodring, che la trama-come-la-conosciamo di rado si realizzi. Come l'atmosfera di metamorfosi generale viene data dal ritorno delle stesse forme presso diversi soggetti, così è un ossessivo sistema combinatorio di pochi elementi a generare le vicende.

Frank il gatto, un uomo-maiale, un diavolo alto e secco, un animale a forma di... mmm... valigetta?... interagiscono tra loro e coi misteriosi oggetti del paesaggio in una serie di varianti minima, a volte ostentatamente ripetitiva; in catene analogiche in cui, come nei sogni, un evento simile sboccia da uno simile, senza quasi causalità (e qui valore narrativo è ulteriormente limitato dal silenzio assoluto che pervade la tavola). Ecco una storia tipica: Frank vede una scavatrice abbandonata, si avvicina ad essa e si commuove, un mostro tentacolato lo assale; scappando Frank trova una slitta gialla e la usa per discendere un declivio; la fracassa contro un albero e trova uno skateboard fatto di ossa; vi sale e nella nuova fuga vede in un cespuglio un teschio; lo compone con lo skateboard; lo scheletro-skateboard morde la coda


del mostro tentacolato. Qualcosa è indubbiamente successo; si è svolta una storia dotata di perfetta
sezione 1 sezione 2 sezione 4 sezione 5 sezione 6