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quantomeno definire "particolare" nella tua carriera. Quali sono le tue reazioni?
TF: Intanto questa rischia d'essere l'unica intervista su
L'ultima battaglia
visto che prima dell'uscita non ho rilasciato alcuna dichiarazione e dopo lo stesso. Detta così sembrerebbe una posizione da rock star. Ma non lo è, tutt'altro. Ogni tanto faccio qualche lavoro, come ad esempio il caso degli speciali di
Diabolik
, a cui tengo tantissimo ma di cui non parlo per nulla mentre li scrivo. È un vezzo, una cosa che forse potrebbe spiegare meglio uno psicologo. Per dirti un'eccezione, tenevo tantissimo anche a
Brad Barron
ma ne ho parlato tantissimo. Mentre facevo
Mickey Mouse Mystery Magazine
, che per me era un lavoro importantissimo, non ne parlavo mai. Ci sono dei lavori
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per cui decido, come fosse una sorta di scommessa o una verifica con me stesso, che siano loro a parlare per me e non io per loro.
Quindi su
L'ultima battaglia
- che pur ha avuto una lunga preparazione con grandissime attese e che per me era un lavoro importante - ho anticipato pochissimo. Anche in Rete.
Eppure è per me un lavoro davvero importante. Piccolo per chi è abituato a produrre tante tavole, perché sono solo 64 (più i redazionali che non ho scritto io). Ma sono 64 tavole su cui ho faticato tantissimo.
Ho avuto da parte della Disney un trattamento "autorale" che per una multinazionale di quel genere è raro e sorprendente. Ho avuto tantissima libertà: nessun obbligo sul tipo di storia... poteva avere elementi di violenza (e ce ne sono) o di sesso
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quanto un qualsiasi film o telefilm. Cose rarissime per il fumetto popolare in Italia. Non era obbligatorio neppure il lieto fine. C'era la volontà della Disney di incominciare a lavorare sulle graphic novel mettendo insieme sceneggiatori e disegnatori di diversa estrazione. Un esperimento molto interessante. Quindi un disegnatore europeo come me insieme a un disegnatore americano. Mi hanno chiesto quali disegnatori americani mi piacevano, io ho fatto dei nomi, non vi dirò quali... pochissimi nomi, alcuni erano ovvi e famosissimi. Poi ho inserito anche il nome di un disegnatore secondo me bravissimo ma meno mainstream come Dan Brereton. Che poi ha anche fatto il fumetto mainstream come la
JLA
o
Batman
però mi sembrava che potesse essere in linea, in qualche modo, con lo spirito
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