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12 Luglio 2005, un camping da qualche parte in Sardegna
smoky man: Iniziamo con una domanda in tema, considerando l'ambiente. Cosa fa uno scrittore quando è in vacanza?
Tito Faraci: Scrive, ovviamente. Io non smetto mai di scrivere, scrivo tutti i giorni a parte il week-end (ma non sempre). Questo è un po' il mio segreto. Non sono, come dice la gente, così prolifico. Sono come un trattore, un diesel, che non si ferma mai. Quindi anche se non scrivo tantissimo ogni giorno, scrivo tutti i giorni. E così alla fine del mese, alla fine dell'anno, le tavole scritte diventano tante. Rispetto ad altre persone che sono prese dal sacro furore e scrivono
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tantissimo per poi finire sfinite - che pure rispetto molto, per certi versi ammiro, perché hanno più uno stile artistico io ho questa forma di regolatezza. Quando sono in vacanza, mi sveglio prestissimo la mattina, non devo portare i bambini a scuola. Quindi posso iniziare presto mettendomi al computer sulla veranda all'aperto e quando finisco il numero di tavole che mi sono prefissato (ho una tabella di lavoro minimale considerando che sono in vacanza) vado anch'io in spiaggia. Magari sotto l'ombrellone a leggere (non sono un tipo da tintarella). Ma anche leggere dopotutto fa parte del nostro mestiere.
sm: Partiamo dall'ultimo tuo lavoro che è uscito da pochi giorni:
L'ultima battaglia.
Un lavoro che si può
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