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vista, sono autodidatta.
Agli inizi sono stato influenzato da diversi pittori, illustratori e fumettisti. Mi vengono in mente John Singer Sargent, Joaquin Sorolla e Velázquez. Nei primi fumetti che ho fatto le mie anatomie avevano delle proporzioni abbastanza realistiche. Quando ho iniziato
Top 10
ho sperimentato con delle proporzioni allungate. Volevo solo vedere se ero in grado di farlo. El Greco e le illustrazioni per la moda mi hanno molto influenzato. Uno dei miei insegnati alla scuola d'arte mi disse che, nella grafica, non puoi mai fare le gambe troppo lunghe. Aggiungerò questo avviso contrario: allunga la parte inferiore della gamba più di quella superiore.
Mi fa piacere che ti piaccia il mio modo di raccontare! Mi sforzo sempre di rispettare la sceneggiatura. Guardando indietro, alcune delle prime sceneggiature che ho avuto non
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chiedevano d'essere rispettate alla lettera. Ma una sceneggiatura di Alan Moore richiede tutta l'attenzione e la cura di cui sei capace.
sm: Hai definito Top 10 come il lavoro più importante della tua carriera. Puoi dirci come è nato tutto?
GH: Alex Ross stava facendo delle copertine per i fumetti di Moore pubblicati dalla Awesome. Dissi a Ross che avrei desiderato lavorare anch'io con Moore. E lui mi rispose "di muovere il culo" e provarci. Perciò contattai la Awesome e la Wildstorm. Alla fine, alla Wildstorm, Scott Dunbier si disse interessato e gli mandai una selezione di miei lavori da mostrare ad Alan. Ad Alan piacquero e così divenni uno dei membri fondatori dell'America's Best Comics. Fu un momento davvero incredibile della mia vita! Alan Moore è
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