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forma d'arte; in particolare, emerge dalle sue opere uno stile caricaturale, spogliato dei suoi effetti grotteschi, che mantiene comunque una forza espressiva maggiore di quella che avrebbe raggiunto attraverso una rappresentazione realistica. Il suo stile grafico mi ricorda ed il tuo modo di narrare mi ricordano molto i seguenti autori: Mattotti, Dast, Munoz e Sampayo. Apprezza le loro opere? E quali altri autori l'hanno influenzato?
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Sì, sono autori molto importanti per me, soprattutto Dast. Altre influenze... per molto tempo sono rimasto mesmerizzato da Scozzari e vi ho attinto molto più di quanto io stesso credessi. Mi incazzavo persino se gli amici mi facevano notare "Ma questo è puro Scozzari!". Suppongo fosse un periodo di naturale assestamento creativo prima di trovare una mia nuova misura. Adesso maneggio Scozzari come mi pare, e se me ne servo è solo sporadicamente, coscientemente, e per un'elegante citazione. Di recente preferisco ispirarmi ai materiali bruti che trovo intorno piuttosto che ad altri fumettisti: ad esempio le immagini che pesco a caso da internet sui motori di ricerca mi sono molto utili. Poi tutto si rifonde nella mia ottica, ma la varietà imprevedibile degli stimoli di partenza mi riempie di idee. Tra gli autori veri, credo che il genio degli ultimi anni sia
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David Cooper, della Fantagraphics. Per certi versi ha molti punti in comune con quello che faccio.
Ha qualche progetto per il futuro?
Sì, sto lavorando su una sceneggiatura di Marco Arnaudo, una storia molto bella sugli acquari. In pratica è la storia di un'ossessione per gli acquari, con visioni mistiche, meduse perverse e mostri abissali. E' una cosa a metà tra Melville, Ballard, Goya e Skipper Delfino Intelligente.
[aprile 2003]
Per le immagine a corredo di questa intervista, TM & © dei rispettivi detentori
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