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protagonisti e le comparse, il pubblico e le maschere [...]".
Andrea Pazienza con le sue dichiarazioni pubbliche, la consapevolezza dei propri mezzi e il suo rapporto di amore-odio con i media è stato forse la prima vera rockstar del fumetto italiano: sempre e assolutamente se stesso, sincero fino al massacro, moralmente impegnato ma anche dirompente, incontrollabile.
Come scrive ancora Sparagna su Frigidaire: "[...] Paz non volle mai essere, né fu mai, un "artista in carriera", come un qualsiasi "creativo a pagamento", impegnato solo per i suoi committenti paganti... Fu invece un militante del segno e del di/segno, l'animatore defilato, l'inventore discreto, l'allegro portabandiera, l'eroe ironico e senza medaglie di una generazione di autori/attori davvero rivoluzionari [...]".
Andrea Pazienza è stato prima che un fumettista un artista a tuttotondo,
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consapevole di come il fumetto fosse uno strumento non secondario, ma autorevole, congeniale alla sua esigenza di autore mai disposto ad accettare le regole che l'editoria avrebbe voluto imporgli.
La mostra Andrea Pazienza. Segni e memorie per una rockstar analizza la sua grandezza d'artista eclettico, di disegnatore inarrivabile capace di innumerevoli stili, di narratore superbo, non dimenticando le sue contraddizioni di uomo, che poi sono quelle di un periodo storico ben preciso. L'analisi viene svolta attraverso l'esposizione dei suoi originali, in particolare tre storie a fumetti complete, scelte a testimonianza dei vari linguaggi da lui usati e nelle quali il rimando autobiografico risulta significativo: Un'estate, Sogno e William Blake.
In esposizione inoltre una vasta carrellata di originali selezionati fra quelli che Vincenzo Mollica, giornalista
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televisivo e suo grande amico, ha definito come "lampi", testimonianze minime del suo genio: schizzi rapidi a pennarelli, illustrazioni incompiute, dediche; questa sezione, perlopiù inedita, è in parte raccolta nel volume che accompagna la mostra.
Ci sono, infine, anche alcune pagine originali da Aficionados, dei ritratti e una sua inedita prova d'esame scolastica. Il rapporto tra Pazienza e il suo tempo, la sua vicenda artistica, viene analizzata inoltre attraverso l'esposizione ragionata delle sue pubblicazioni o produzioni grafiche in genere: i libri di Andrea, quelli a cui ha partecipato con illustrazioni e contributi vari. Non si tratta di ristampe ma di prime edizioni, con la grafica del tempo, quella realmente rappresentativa di una cultura specifica e di una ricerca che Andrea ha contribuito a definire in particolare insieme a Stefano Tamburini.
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